Quando si entra per la prima volta nell'atelier di Michele Fiocco si ha la sensazione di varcare la soglia del tempo, per ritrovarsi in un passato dai confini sottili e rarefatti. Travolti da colori, profumi e simboli, si respira un'atmosfera densa, pervasa da elementi mitologici e leggendari con i quali il pittore traduce gli esiti del suo attento sguardo sull'universo umano. Privilegiando opere di grandi dimensioni, irrompe con la sua arte materica nell'immaginario collettivo, penetra nella sacralità arcaica per veicolare contenuti di indubbia attualità, ottimizzando, in una sintesi espressiva di grande effetto, gli esiti delle sue riflessioni esistenziali. Fiocco, che dipinge da oltre trent'anni, ricorre con abilità e cognizione all'uso di tecniche diverse e raffinate. Smalti, terre, tempere e olio su tele di lino e juta, talvolta arricchite di vari materiali che vanno ad amplificare la funzionalità espressiva dei dipinti; matite e carboncino su carta e tela. Vi sono elementi che ricorrono insistenti nelle opere di Fiocco, si incontrano e si allontanano seguendo percorsi talvolta dicotomici, a sottolineare le fratture presenti nella natura umana, altre volte unidirezionali alla ricerca di connessioni unificanti e ottimistiche.

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